Ho un progetto in mente per l’Abruzzo. 14 Apr 2009
Togliamoci dalla testa l’idea di costruire una Aquila2 e una nuova citta’ in un altro luogo.
I soldi ci sono, li abbiamo da buttare per il referendum diviso, li abbiamo per qualsiasi cosa e mi sembra piu’ giusto spenderli bene e soprattutto dove servono.
Sfruttiamo questa triste occasione: RICOSTRUIAMO L’AQUILA E TUTTI I PAESI COINVOLTI IN QUESTO FORTE SISMA UTILIZZANDO LA TECNOLOGIA PIU’ AVANZATA DEL MOMENTO, dando una forte spinta ai nostri geometri-ingegneri-architetti-studiosi-scienziati nello studiare e sviluppare nuove soluzioni, nuovi modi di costruire.
Possiamo creare un polo di riferimento che vende tecnologia per la costruzione di edifici antisismici a tutto il mondo. Possiamo far venire il mal di pancia ai giapponesi investendo soldi e risorse umane e, come ho detto prima, sfruttare questa occasione.
Non perdiamo l’occasione.
Seguono i commenti postati sul vecchio blog
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- 2009-04-15 @ 21:06:16
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- 2009-04-15 @ 22:09:07
a discutere e sviluppare idee e nuovi pensieri sono sempre disponibile.
tornando a noi, ritengo che i circa 12 miliardi di euro preventivati per la ricostruzione della zona colpita dal terremoto siano più o meno giusti perchè:
- la burocrazia italiana fa perdere tempo ed aumentare i costi dei lavori pubblici quindi tutti gli edifici demaniali (ospedali, municipi, ecc ecc) costeranno. Teniamo conto che l’ospedale dell’Aquila è stato costruito in 25 anni con grandi sprechi (ma enormi guadagni per l’impresa costruittrice). Dobbiamo riuscire a modificare questa tendenza….
Modificare le norme per ridurre la burocrazia potrebbe già essere un piccolo passo per ridurre i costi ed i tempi.
Il piano casa tanto sbandierato ed ora fermo prevede un netto taglio di tempi contrapponendo una semplice perizia asseverata agli attuali provvedimenti istituiti con il Testo unico 380/2001 (la Denuncia di Inizio Attività: si possono fare i lavori passati i 30gg dalla comunicazione fatta in comune / Permesso di Costruire : attesa – a volte molto lunga – della commissione edilizia comunale e rilascio del Permesso stesso)
non voglio uscire fuori tema
- dovranno essere ricostruite strade (abbiamo esempi ovunque: lavori fatti male, fatti nel doppio del tempo), linee telefoniche (la telecom non ha i soldi per fare nulla e per un semplice spostamento di fili su case da ristrutturare ci impiegano mesi), linee elettriche (idem come la telecom), acquedotti (se è come da me sono completamente da rifare perchè la maggior parte dell’acqua di perde prima di arrivare al rubinetto), fognature e sicuramente altro che non sto ad elencare.
ricostruire tutta la rete dei servizi avrà sicuramente un costo notevole ma rinnoviamo i paesi. Sono più d’accordo a spendere tanti soldi per ricostruire bene questi paesi che devastare il sud italia con il ponte sullo stretto di messina.
costerà 15mld di euro e sicuramente il preventivo sarà sicuramente basso rispetto a quello che andiamo a spendere.I giapponesi non temono queste scosse, perchè noi si?
so benissimo che la mafia e tutte le imprese costruttrici Berlusca&company stanno già prenotando il cemento dall’Italcementi e Buzzicem e soci ma aumentando i controlli e vigilando sulla ricostruzione si può ridurre se non tappare questa piaga.In Friuli non ci sono mai stato e non ho mai visto gli edifici ricostruiti dopo i sisma quindi non so darti risposta sul bello/brutto. certamente se gli edifici li costriscono male si distruggeranno con la prossima scossa di terremoto. mi hanno detto che in alcuni edifici crollati, i pilastri non avevano neanche le staffe che tenevano i ferri nella struttura! è scontato che ad un minimo sforzo la struttura vada giù come un budino. in questo caso la colpa è dei miei colleghi geometri/ingegneri/architetti che non hanno fatto Direzione Lavori come bisogna fare. Probabilmente non si sono neanche presentat in cantiere e l’impresa ha pensato bene di risparmiare sui materiali.
Ho trovato ancora più triste la notizia di alcuni elementi strutturali realizzati con sabbia marina.
tutte queste ditte che hanno lavorato a suo tempo ed ora vediamo i risultati del loro operato, devono rimanere distanti dalla ricostruzione altrimenti gli ridiamo una seconda occasione per fregarci.i 170 milioni di euro che butteremo per il referendum diviso dalle altre votazioni sono noccioline se pnesiamo che il ponte sullo stretto di messina e i tratti TAV in tutto il territorio nazionale ci stanno e ci metteranno col culo per terra. Io preferisco spendere i soldi per le cose che servono veramente.
Per risparmiare però possiamo comprare 1000 bungalow e far stabilire lì tutti gli sfollati dell’abruzzo. I bungalow sono antisismici e costano relativamente poco.
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- 2009-04-16 @ 21:32:02
Bondi ed il suo progetto per l’Abruzzo
http://metallo–tra–i–denti.blogs.it/2009/04/17/bondi-ed-il-suo-progetto-per-l-abruzzo-5959581/ -
- 2009-04-27 @ 03:22:19
Il problema dell’abruzzo non sono state le costruzioni che non erano antisismiche. Il problema è stata la speculazione che è stata fatta sulla costruzione degli edifici.
Come si è potuto vedere, le strutture costruite secondo la regola dell’arte (non secondo le norme antisismiche)sono rimaste intatte, o cmq con piccole crepe.
Non serve tutta questa grande tecnologia per far resistere le case a delle scosse “di bassa scala” per lo più che hanno una frequenza bassissima. Basterebbe costruire con criterio. Non con manovalanza a basso costo.
E lo ripeto.. Non servono A NULLA 10 ingegneri, 5 architetti 3 termotecnici, 8 geometri per costruire un palazzo.
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- 2009-04-27 @ 19:55:03
“E lo ripeto.. Non servono A NULLA 10 ingegneri, 5 architetti 3 termotecnici, 8 geometri per costruire un palazzo”
hai ragione ma se vogliamo dare un pò di lavoro, formare nuovi tecnici e sviluppare nuove tecnologie c’è bisogno di tante persone.
secondo me è una ocasione che possiamo prendere al volo.
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- 2009-04-27 @ 20:45:13
I tecnici non servono. Quello che serve è la manovalanza FORMATA, non quella a basso costo che da qualche anno regna nei cantieri.
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- 2009-04-27 @ 21:13:59
i tecnici servono per inventare nuove strutture tipo il Sistema costruttivo fiemme.
la manovalanza formata c’è ma se l’impresa gioca al risparmio con i materiali ed i tempi di esecuzione il lavoro svolto va tutto a ramengo


Buongiorno.
Finora sono sempre stato d’accordo con te, più o meno su tutto. Ma stavolta mi permetto (“mi consenta…”) di dissentire. Non voglio apparire prevenuto o “razzista-leghista”, persona che non sono affatto, ma ritengo che il tuo progetto sia impossibile da attuare in Abruzzo, oggi. Costruire utilizzando le migliori tecnologie vorrebbe dire investire miliardi e miliardi di euro, ben più dei 12 sbandierati da Maroni&soci. Tale movimento di denaro sarebbe un target fin troppo facile per la grande criminalità organizzata, che non tarderebbe a metterci le mani sopra (come forse sta già facendo ora), spacciando case di pasta-frolla per meraviglie antisismiche.
Il tuo progetto venne invece attuato 33 (trentatrè!) anni fa in Friuli, dopo i devastanti terremoti del 1976. Se avrai l’occasione di visitare quelle zone, ti renderai conto di come tutti gli edifici, specialmente scuole, chiese e strutture pubbliche siano bruttissimi, proprio perchè costruiti in cemento “super-armato”, per resistere alle prossime scosse. Naturalmente la teconologia di 33 anni fa è ormai superata; al prossimo terremoto in Carnia (è solo questione di tempo, prima o poi torna) vedrai che si ricostruirà nuovamente con le migliori tecnologie. Ma ciò è possibile – con molti controlli, comunque – solo in zone tranquille e libere da infiltrazioni malavitose, come ad esempio la collina friulana.