Ho un progetto in mente per l’Abruzzo. 14 Apr 2009

Pubblicato il : 8 agosto 2009 , da : Metalluss

Togliamoci dalla testa l’idea di costruire una Aquila2 e una nuova citta’ in un altro luogo.
I soldi ci sono, li abbiamo da buttare per il referendum diviso, li abbiamo per qualsiasi cosa e mi sembra piu’ giusto spenderli bene e soprattutto dove servono.

Sfruttiamo questa triste occasione: RICOSTRUIAMO L’AQUILA E TUTTI I PAESI COINVOLTI IN QUESTO FORTE SISMA UTILIZZANDO LA TECNOLOGIA PIU’ AVANZATA DEL MOMENTO, dando una forte spinta ai nostri geometri-ingegneri-architetti-studiosi-scienziati nello studiare e sviluppare nuove soluzioni, nuovi modi di costruire.
Possiamo creare un polo di riferimento che vende tecnologia per la costruzione di edifici antisismici a tutto il mondo. Possiamo far venire il mal di pancia ai giapponesi investendo soldi e risorse umane e, come ho detto prima, sfruttare questa occasione.

Non perdiamo l’occasione.

Ricostruzione: e’ in legno la casa antisismica italiana
Dal Cnr il progetto Sofie, Sistema Costruttivo Fiemme, testato con successo in Giappone

Seguono i commenti postati sul vecchio blog

    • Simone (Visitor)
    • 2009-04-15 @ 21:06:16

    Buongiorno.
    Finora sono sempre stato d’accordo con te, più o meno su tutto. Ma stavolta mi permetto (“mi consenta…”) di dissentire. Non voglio apparire prevenuto o “razzista-leghista”, persona che non sono affatto, ma ritengo che il tuo progetto sia impossibile da attuare in Abruzzo, oggi. Costruire utilizzando le migliori tecnologie vorrebbe dire investire miliardi e miliardi di euro, ben più dei 12 sbandierati da Maroni&soci. Tale movimento di denaro sarebbe un target fin troppo facile per la grande criminalità organizzata, che non tarderebbe a metterci le mani sopra (come forse sta già facendo ora), spacciando case di pasta-frolla per meraviglie antisismiche.
    Il tuo progetto venne invece attuato 33 (trentatrè!) anni fa in Friuli, dopo i devastanti terremoti del 1976. Se avrai l’occasione di visitare quelle zone, ti renderai conto di come tutti gli edifici, specialmente scuole, chiese e strutture pubbliche siano bruttissimi, proprio perchè costruiti in cemento “super-armato”, per resistere alle prossime scosse. Naturalmente la teconologia di 33 anni fa è ormai superata; al prossimo terremoto in Carnia (è solo questione di tempo, prima o poi torna) vedrai che si ricostruirà nuovamente con le migliori tecnologie. Ma ciò è possibile – con molti controlli, comunque – solo in zone tranquille e libere da infiltrazioni malavitose, come ad esempio la collina friulana.

    • a discutere e sviluppare idee e nuovi pensieri sono sempre disponibile.
      tornando a noi, ritengo che i circa 12 miliardi di euro preventivati per la ricostruzione della zona colpita dal terremoto siano più o meno giusti perchè:
      - la burocrazia italiana fa perdere tempo ed aumentare i costi dei lavori pubblici quindi tutti gli edifici demaniali (ospedali, municipi, ecc ecc) costeranno. Teniamo conto che l’ospedale dell’Aquila è stato costruito in 25 anni con grandi sprechi (ma enormi guadagni per l’impresa costruittrice). Dobbiamo riuscire a modificare questa tendenza….
      Modificare le norme per ridurre la burocrazia potrebbe già essere un piccolo passo per ridurre i costi ed i tempi.
      Il piano casa tanto sbandierato ed ora fermo prevede un netto taglio di tempi contrapponendo una semplice perizia asseverata agli attuali provvedimenti istituiti con il Testo unico 380/2001 (la Denuncia di Inizio Attività: si possono fare i lavori passati i 30gg dalla comunicazione fatta in comune / Permesso di Costruire : attesa – a volte molto lunga – della commissione edilizia comunale e rilascio del Permesso stesso)
      non voglio uscire fuori tema
      - dovranno essere ricostruite strade (abbiamo esempi ovunque: lavori fatti male, fatti nel doppio del tempo), linee telefoniche (la telecom non ha i soldi per fare nulla e per un semplice spostamento di fili su case da ristrutturare ci impiegano mesi), linee elettriche (idem come la telecom), acquedotti (se è come da me sono completamente da rifare perchè la maggior parte dell’acqua di perde prima di arrivare al rubinetto), fognature e sicuramente altro che non sto ad elencare.
      ricostruire tutta la rete dei servizi avrà sicuramente un costo notevole ma rinnoviamo i paesi. Sono più d’accordo a spendere tanti soldi per ricostruire bene questi paesi che devastare il sud italia con il ponte sullo stretto di messina.
      costerà 15mld di euro e sicuramente il preventivo sarà sicuramente basso rispetto a quello che andiamo a spendere.

      I giapponesi non temono queste scosse, perchè noi si?
      so benissimo che la mafia e tutte le imprese costruttrici Berlusca&company stanno già prenotando il cemento dall’Italcementi e Buzzicem e soci ma aumentando i controlli e vigilando sulla ricostruzione si può ridurre se non tappare questa piaga.

      In Friuli non ci sono mai stato e non ho mai visto gli edifici ricostruiti dopo i sisma quindi non so darti risposta sul bello/brutto. certamente se gli edifici li costriscono male si distruggeranno con la prossima scossa di terremoto. mi hanno detto che in alcuni edifici crollati, i pilastri non avevano neanche le staffe che tenevano i ferri nella struttura! è scontato che ad un minimo sforzo la struttura vada giù come un budino. in questo caso la colpa è dei miei colleghi geometri/ingegneri/architetti che non hanno fatto Direzione Lavori come bisogna fare. Probabilmente non si sono neanche presentat in cantiere e l’impresa ha pensato bene di risparmiare sui materiali.
      Ho trovato ancora più triste la notizia di alcuni elementi strutturali realizzati con sabbia marina.
      tutte queste ditte che hanno lavorato a suo tempo ed ora vediamo i risultati del loro operato, devono rimanere distanti dalla ricostruzione altrimenti gli ridiamo una seconda occasione per fregarci.

      i 170 milioni di euro che butteremo per il referendum diviso dalle altre votazioni sono noccioline se pnesiamo che il ponte sullo stretto di messina e i tratti TAV in tutto il territorio nazionale ci stanno e ci metteranno col culo per terra. Io preferisco spendere i soldi per le cose che servono veramente.

      Per risparmiare però possiamo comprare 1000 bungalow e far stabilire lì tutti gli sfollati dell’abruzzo. I bungalow sono antisismici e costano relativamente poco.

    • 1Mdt (Visitor)
    • 2009-04-27 @ 03:22:19

    Il problema dell’abruzzo non sono state le costruzioni che non erano antisismiche. Il problema è stata la speculazione che è stata fatta sulla costruzione degli edifici.

    Come si è potuto vedere, le strutture costruite secondo la regola dell’arte (non secondo le norme antisismiche)sono rimaste intatte, o cmq con piccole crepe.

    Non serve tutta questa grande tecnologia per far resistere le case a delle scosse “di bassa scala” per lo più che hanno una frequenza bassissima. Basterebbe costruire con criterio. Non con manovalanza a basso costo.

    E lo ripeto.. Non servono A NULLA 10 ingegneri, 5 architetti 3 termotecnici, 8 geometri per costruire un palazzo.

    • “E lo ripeto.. Non servono A NULLA 10 ingegneri, 5 architetti 3 termotecnici, 8 geometri per costruire un palazzo”

      hai ragione ma se vogliamo dare un pò di lavoro, formare nuovi tecnici e sviluppare nuove tecnologie c’è bisogno di tante persone.
      secondo me è una ocasione che possiamo prendere al volo.

    • 1Mdt (Visitor)
    • 2009-04-27 @ 20:45:13

    I tecnici non servono. Quello che serve è la manovalanza FORMATA, non quella a basso costo che da qualche anno regna nei cantieri.

    • i tecnici servono per inventare nuove strutture tipo il Sistema costruttivo fiemme.

      la manovalanza formata c’è ma se l’impresa gioca al risparmio con i materiali ed i tempi di esecuzione il lavoro svolto va tutto a ramengo


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