Il monopolio di informazione che strozza il Paese. Ecco le agenzie di stampa di parte
Post tratto da EwansBlog:
Viene spesso addotta come spiegazione unica della vittoria elettorale e della conseguente popolarita’ di Berlusconi presso la massa, il suo essere monopolista dell’informazione, mediante la quale il Cav manipola le fragili coscienze del popolino sprovveduto costringendolo subdolamente a votare per lui.
Tralasciano l’insulto che questi intellettualoidi fanno alla gente comune – cui ovviamente anche loro appartengono -, osservando, dati alla mano, questo presunto monopolio, si scopre che esso in realta’ e’ molto piu’ effimero di quanto non venga dipinto.
Un semplice ragionamento. Per parlare di informazione si deve andare alla fonte, cioe’ parlare di notizie. E le notizie che vanno a riempire pagine e pagine di carta piu’ o meno straccia provengono tutte dalle agenzie di stampa.
Ora, le agenzie di stampa piu’ importanti in Italia sono essenzialmente otto. E sono:
ANSA della quale parlero’ piu’ diffusamente in seguito.
APCOM fondata da Lucia Annunziata col benestare di D’Alema e ora controllata da Telecom.
ADISTA di stampo cattolico
ADNKRONOS di Giusepe Marra
AGENZIA STEFANI nota come la voce del fascismo durante il Ventennio, ora di proprieta’ dell’Ordine dei Giornalisti
ASCA dretta da Claudio Sonzogno e avente come gruppo di riferimento l’Editoriale Abete, di quel Giancatrlo Abete ex Democristiano ora presidente FIGC.
ITALPRESS diretta da Italo Cucci, editorialista dell’Avvenire e del Giornale di Sicilia.Notoriamente la piu’ importante delle otto e’ senza dubbio l’Ansa. E qui vale la pena di fare un piccolo approfondimento.
L’Ansa, infatti, e’ una cooperativa il cui board e’ composto da 48 soci, editori delle principali testate italiane, come il Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa, il Messaggero, il Giorno e l’Unita’ (unico quotindiano di partito a fare perte del gruppo).
Scartabellando la lista dei soci, e’ utile fermarsi a controllare chi veramente pubblica i giornali che fanno parte della cooperativa Ansa. Berlusconi, monopolista dell’informazione, a logica dovrebbe spadroneggiare.
Ma e’ veramente cosi’?
Non proprio, dal momento che dei 48 quotidiani in elenco:
- ben 14, la maggioranza assoluta, sono quotidiani controllati dal Gruppo Editoriale l’Espresso, societa’ candidamente antiberlusconiana e antigovernativa.
- 3 dalla Poligrafici Editoriale (il gruppo del Quotidiano Nazionale) e altrettanti dalla Athesis S.p.A- (tutti giornali locali)
- 3 controllati piu’ o meno direttamente da un personaggio che merita attenzione, tale Mario Ciancio Sanfilippo, vicepresidente dell’Ansa e accusato dal coordinatore nazionale della Sinistra Democratica Claudio Fava di essere in vicinanze sospette (ma mai confermate, e’ bene precisarlo, perche’ in questo blog vige un regime garantista) col boss Nitto Santapaola, mandante dell’omicidio Dalla Chiesa ed assassino del padre di Claudio, Giseppe Fava.
- 2 controllati da RCS
- 2 controllati dalla diocesi di Bergamo (e presumo finanziati con l’Otto per Mille)
- 2 controllati dalla Caltagirone Editore
- 2 controllati dalla Fiat
- 1 controllato da Confindustria
Ai quali vanno ad aggiungersi piccoli gruppi editoriali locali (o nazionali, come SportNetwork).
Di tutti e 48 i soci, solo un gruppo e’ in relazione con Berlusconi, ossia la Societa’ Europea di Edizioni, che controlla il Giornale, di proprieta’ del fratello del premier, Paolo Berlusconi.
Proseguendo il discorso incominciato con il post “quali sono i programmi RAI tanto temuti?” ho ritrovato su di un blog della piattaforma di blogs.it un interessante articolo sulle principali agenzie di stampa italiane. Il post analizza le proprietà ed entra nello specifico nell’ANSA, l’agenzia di stampa più importante e seguita in Italia.
Appurato che le agenzie di stampa non sono direttamente (e magari non lo sono neanche indirettamente…..) controllate dalla destra, bisogna però dire che le notizie che leggiamo sui giornali e che vediamo raccontate in tv non sono proprio come quelle pubblicate dalle agenzie. Per citare un commento del post qui sopra si diceva che “le agenzie di stampa stanno alla farina come i giornali e le tv stanno alla pizza”. In altri termini possiamo dire che l’agenzia di stampa è l’agricoltore che coltiva pomodori ed i giornali e tv sono i supermercati che ti vendono il barattolo di conserva……
La notizia c’è sempre ma viene un pò rimaneggiata e sistemata a puntino per l’utilizzo finale.
Ed a proposito di rimaneggiamenti mi permetto di citarvi parte del post “Disinformazione di regime” tratto dal blog del Gillo (e non di gRillo) :
Ecco l’evoluzione dei titoli de “Il Giornale” sulla notizia:
- I Magistrati all’attacco di Berlusconi: “L’avvocato Mills fu corrotto da lui”;
- Milano, toghe all’attacco di Berlusconi: “Il legale Mills fu corrotto dal premier”. (qui appare il termine toghe, che fa perfido);
- Milano, toghe all’attacco di Berlusconi: “Mills menti per garantirgli l’impunità” (sparisce la parola corruzione);
- Caso Mills, le toghe contro il premier: “Riferiro in parlamento” (qui sparisce proprio un pezzo di notizia);
- Caso Mills, magistrati contro il premier. Berlusconi: “Una sentenza scandalosa”.
Ecco, questo è un esempio di informazione in Italia. Io capisco che i giornalisti de “Il Giornale” si arrabbino quando si fa loro notare che non sembrano poi cosi’ indipendenti, pero’ bisognerebbe anche cercare di mantenere un minimo di dignità.
Questa trasformazione di notizia è a cura de “Il Giornale” ma è più o meno così che gli altri giornali e telegiornali lavorano.

