M** Bun. Guerra legale con McDonald’s

Scritto da Metalluss - in data: sabato, ottobre 31, 2009 - Save & Share - Lascia un commento
BEPPE MINELLO «Mac Bun» ha gia’ vinto. L’hamburger prodotto a Bruere e venduto nell’agrihamburgeria di corso Susa dall’azienda della famiglia Scaglia, sta spopolando. Le 2-300 polpette al giorno, che il locale serviva prima che venisse alla luce la battaglia legale scatenata dal colosso statunitense McDonald’s intenzionato a proibire all’azienda rivolese di utilizzare il suffisso «Mac» («Sfrutta il nostro marchio» e’ l’accusa), sono ormai un ricordo del passato. Gaetano Scaglia che con il socio Francesco Bianco segue in prima persona l’agrihamburgeria, mentre i due fratelli sono concentrati nell’allevamento di Bruere (380 vacche piemontesi, 180 maiali, 2500 polli e 800 conigli sfamati con foraggio locale) e’ persino intimorito dal successo e getta acqua sul fuoco: «Ma no non esageriamo, certo i clienti si sono moltiplicati, ma la soddisfazione piu’ grande ce l’ha data una signora che, prima di andarsene ci ha fatto i complimenti dicendoci che aveva aspettato un’ora ma che ne era valsa la pena». Scaglia fatica anche a contenere le richieste arrivategli da altri professionisti del settore interessati a partecipare, ad esempio, alla nascita di una catena di «agrihamburgerie» come quella aperta da un mese a Rivoli e che sara’ inaugurata ufficialmente giovedi’ prossimo con il logo censurato – «M** Bun» – per non incorrere in guai peggiori se lo scontro con McDonald’s dovesse inasprirsi. «Ecco – riflette Scaglia – allargarci e’ proprio quello che in questo momento non possiamo e dobbiamo fare. Prima dobbiamo assestarci bene e poi, si vedra’». Un esempio: il fornitore di olio di girasole che viene prodotto a Marene, in provincia di Cuneo, ha gia’ fatto sapere a «Mac Bun» che incomincia ad incontrare difficolta’ nei rifornimenti se la domanda di olio continuera’ a crescere. E allora?, direte voi: nessun altro produce olio da friggere? Certo che si’, ma non e’ detto che sia in Piemonte. La caratteristica principale di «Mac Bun» infatti, e’ proprio quella di utilizzare solo prodotti del territorio. Della carne gia’ sappiamo, i formaggi arrivano da Villastellone, il vino bianco da Caluso il rosso dal Monferrato, le birre artigianali da Vaie, il pane da Alpignano «e le patate – aggiunge Scaglia – quelle che vengono fritte nell’olio di Marene sono quasi tutto l’anno certificate Piemonte. Quasi, perche’ c’e’ un breve periodo che e’ praticamente impossibile trovarle». Patate che vengono proposte tagliate a rondelle, tipo Pai ma piu’ spesse e che vanno alla grande come la carne cruda proposta in vaschette monodosi: c’e’ la tradizionale Piemontese (olio, aglio e pepe), Mediterranea con acciuga e pomodorino, Francese con capperi e olive. Una curiosita’ nella curiosita’: il prodotto tradizionale, legato alla cultura del territorio, e’ una scelta talmente vincente che persino McDonald’s ci si aggrappa. Chi conosce i menu’ del colosso americano sa che da qualche tempo puo’ trovarci un panino chiamato «Mac» che si fregia di possedere le caratteristiche del classico hamburger «fatto in casa» cioe’ senza salsa, di carne di manzo, una fetta di emmental, pomodoro e insalata. Nome e contenuto cosi’ simile a quello proposto a Rivoli da, magari, spingere «Mac Bun» a fare lei causa a McDonald’s.
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