Patrizia Bugnano
Sono arrivate anche a voi le mail dalla Senatrice Patrizia Bugnano con gli auguri di buone vacanze e il resoconto stenografico della 248esima seduta pubblica del Senato? Noo??
Vi mando lo stralcio del suo intervento:
BUGNANO (IdV). Signora Presidente, vorrei intanto ringraziare il
Ministro della sua presenza, perche´ credo si tratti di un argomento importante.
Ringrazio altresı` il Sottosegretario che era presente prima. Non
avevo alcuna intenzione di offenderlo, anche se ho visto che la sua reazione
e` stata piuttosto stizzita, ma mi sembrava che, data la rilevanza dell’argomento,
la presenza del Ministro fosse ancora piu` importante, anche
perche´ proprio il Ministro in precedenza aveva fatto dichiarazioni al riguardo.
Era bene, quindi, che fosse presente, percio` siamo molto contenti
che sia arrivato.
Signor Ministro, colleghi, vorrei iniziare questo mio intervento riprendendo
uno slogan che e` stato molto spesso usato in questi tempi:
se la cultura e` un costo, pensate l’ignoranza. Eppure la cultura dovrebbe
pacificamente essere considerata un valore aggiunto per ogni civilta`, un
investimento e non un costo, non un lusso, ma un bene prezioso per
ogni Paese. Peraltro, in Italia la cultura e` anche una risorsa economica importante
del nostro PIL e quindi uno strumento per contrastare la crisi in
atto.
Ecco perche´, signor Ministro, non ci spieghiamo quali siano le ragioni
dei tagli apportati al Fondo unico per lo spettacolo, che dimostrano
non solo che questo Governo considera la cultura un costo, e non una risorsa,
ma soprattutto che non ci si rende conto come in tal modo si metteranno
in difficolta` migliaia di lavoratori.
(Segue BUGNANO). Il Fondo unico per lo spettacolo, lo sappiamo
tutti, e` nato nel 1985 e prevede una serie di interventi, in una sorta di regolamentazione
unitaria, a favore di enti, istituzioni, associazioni che si
occupano di teatro, cinematografia, musica, danza e cosı` via. Da questi finanziamenti,
dipende la vita e l’attivita` di molti teatri, ma anche di produzioni
cinematografiche che si avvalgono di questi contributi statali e
delle associazioni di cultura che fanno attivita` sul territorio.
Nel 2008 la dotazione del FUS era di 544 milioni, laddove la finanziaria
2009 decurta lo stanziamento per questo Fondo di circa 200 milioni
di euro, portando i finanziamenti al minimo storico.
Il ministro Bondi – ecco il motivo dell’importanza della sua presenza
– aveva recentemente promesso un reintegro del Fondo unico per lo spettacolo.
Purtroppo, pero`, nel decreto anticrisi, all’esame del Parlamento in
questi giorni, e` confermato il taglio del FUS. Non e` neanche bastato un
ordine del giorno approvato alla Camera in modo bipartisan, in cui si
chiedeva di prevedere nei prossimi provvedimenti di finanza pubblica
una modalita` per reintegrare questo Fondo. Dico che non e` bastato perche´
anche oggi abbiamo letto sulla stampa che il presidente Berlusconi ha intenzione
di varare nuovi provvedimenti in materia finanziaria per rivedere
alcune disposizioni del decreto anticrisi, ma del Fondo unico per lo spettacolo
non si parla.
E`
evidente che la cultura costa ed ha bisogno del sostegno dello
Stato. C’e` da porsi una questione, che voglio sottoporre anche al Ministro
e che peraltro e` stata recentemente sollevata, in modo forse un po’ provocatorio,
da un mio concittadino, lo scrittore Alessandro Baricco, il quale,
appunto, si e` posto – ripeto, in modo provocatorio – questa domanda: il
teatro puo` vivere senza soldi pubblici? Egli si e` dato anche una risposta
positiva, ma e` evidente che la sua e` stata una provocazione, con la consapevolezza
che lo spettacolo, ed in particolare gli spettacoli teatrali, a
cui si riferiva, restano ovviamente un’attivita` che non puo` reggersi da sola.
Secondo l’attuale configurazione dell’insieme delle norme che regolano
il settore dello spettacolo, e` evidente che sarebbe difficile pensare
ad una sopravvivenza di questo modo di fare cultura senza soldi pubblici.
E`
evidente pero` che puo` capitare che i costi di produzione di questo tipo
di spettacoli possano aumentare in presenza di contributi pubblici, dal momento che questi possono generare (e sottolineo possono) comportamenti
impropri da parte degli amministratori.
Inoltre, una terza criticita` che si puo` verificare con questo tipo di normativa
oggi vigente e` rappresentata dal fatto che i sussidi pubblici possono
creare anche artificialmente un’offerta culturale per la quale non esiste
domanda.
Quindi, signor Ministro, anche se non e` questo l’oggetto delle mozioni
oggi in esame, la invito a ripensare ad un sistema di finanziamento
del mondo dello spettacolo e della cultura, perche´ nell’attuale situazione
normativa dobbiamo assolutamente pensare che un sostegno pubblico ci
debba essere.
Auspico che le mozioni oggi discusse in quest’Aula abbiano l’assenso
del Governo, vostro, signor Ministro e signor Sottosegretario, e di
quest’Assemblea. Mi risulta che ieri il Governo, nell’Aula della Camera,
abbia dato il proprio assenso a un ordine del giorno che invitava a prevedere
nel primo provvedimento utile di finanza pubblica risorse per reintegrare
il Fondo unico per lo spettacolo. Nella mozione che oggi il Gruppo
dell’Italia dei Valori ha presentato si richiama sostanzialmente quanto ho
cercato di esporre nel mio intervento, invitando ed impegnando il Governo
a rifinanziare, ma anche ad incrementare ed aumentare significativamente
le dotazioni del Fondo unico per lo spettacolo.
Mi auguro che tali questioni possano trovare presto una pronta soluzione,
perche´ credo che il nostro Paese e la nostra civilta` meritino che la
cultura sia collocata al primo posto e riceva grande attenzione da parte dei
Governi, di qualsiasi colore essi siano.
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"Diario del Pendolare" a cura di Sergio Fortini
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