Rinnovare l’Africa

Scritto da Metalluss - in data: martedì, ottobre 20, 2009 - Save & Share - Lascia un commento

Una Nuova Africa, o meglio, in questo caso una Nuova Nord Africa.
Se non sbaglio il professor Carlo Rubbia aveva detto che bastava coprire il deserto del Sahara con un tot di kilometri quadrati di pannelli solari per dare energia elettrica pulita a tutto il mondo.
Ed allora perchè non possiamo farlo?

Premessa:
Facciamo i salti mortali contro i clandestini perchè non li vogliamo perchè forse nascono delinquenti, forse perchè non si devono permettere di respirare la nostra aria. E così li rimandiamo indietro a calci con un bel “non vi vogliamo!”.
Le prime onde di immigrati nella mia zona, il Piemonte sono stati i Nigeriani.
In una puntata di Report di qualche tempo fa si sono dedicati al petrolio africano e dell’Agip. Qualche notizia sui nostri giornali è uscita e parlava essenzialmente degli oleodotti che esplodono a causa dei furti e della perdita del petrolio dalle vecchie tubazioni. Report si è occupata delle tubazioni che disperdono petrolio nei terreni, gli stessi terreni che i nigeriani coltivano. Il petrolio oltre ad inquinare i terreni si mischia con l’acqua e quindi la gente muore di sete. Due piccioni con una fava: con una perdita di petrolio inquiniamo terre ed acque. E sta povera gente cosa fa per campare? Emigra. E dove viene? Da noi. E noi cosa facciamo? Non li vogliamo.
E chi gli inquina i terreni? L’Agip e le altre compagnie petrolifere.
Direi quindi che a volte l’immigrazione è anche colpa nostra.

Le ondate di questi ultimi anni sono composte in maggior parte da centroafricani lato est e questa povera gente cerca di venire in Europa ed in Italia perchè oltre a morire di fame e di sete sono massacrati da infinite guerre civili.

In tutti e due i casi le persone diventano immigrati clandestini perchè non hanno da mangiare e non hanno da bere. Il loro futuro non esiste.
Cosa possiamo fare noi per aiutarli? Respingerli e rimandarli indietro non è di per sè un grande aiuto, soprattutto se pensiamo che gli accordi con la Libia sono uno sfruttamento e non una soluzione. Potete informarvi sull’argomento visitando il sito web dell’“Osservatorio delle vittime dell’emigrazione, Fortress Europe e nei servizi giornalistici di Presa Diretta.

Come risolvere o provare a risolvere questi problemi?
Mi è venuto in mente un progetto faraonico che potrebbe cambiare il Nord Africa e dare la speranza di un futuro migliore a questa gente. Ovviamente l’occasione possiamo sfruttarla anche noi.
Principalmente cosa hanno bisogno loro?
Mangiare e bere;
Lavorare.

Cosa abbiamo bisogno noi (cosa possiamo chiedere in cambio?)?
Energia pulita;
Lavorare.

Schizzo di progetto

Schizzo di progetto

Partiamo dal Mangiare e dal bere.
Il Nord Africa non il deserto del Sahara che si allarga sempre di più avrebbe in primo luogo bisogno di acqua per irrigare i terreni e per fornire gli acquedotti.
Le città costiere non hanno grossi problemi mentre le città interne sì.
E da qui inizia il mio progetto faraonico: portiamo l’acqua nel deserto attraverso canali navigabili con chiuse per il superamento di forti dislivelli e dei giganti laghi salati. Già solo con questo pensiero molta gente smetterà di leggere. E’ una proposta stupida ma può anche non esserlo.
Costruiamo quindi degli enormi golfi artificiali navigabili portando quindi l’acqua nel deserto. Con la realizzazione di quest’opera si può benissimo realizzare nuovi “villaggi” per le persone e nuovi villaggi turistici per i turisti. Pensate a Dubai ed alle altre città arabe che negli ultimi anni hanno fatto un balzo in avanti in termini di sviluppo. Ecco, una cosa simile può essere realizzata nei pesi africani del Mediterraneo.
Con i canali navigabili possiamo utilizzare le barche come mezzo di trasporto razionando sensibilmente la costruzione di strade e superstrade.

L’effetto della costruzione di questi golfi è abbastanza semplice: con la realizzazione di desalinatori si può fornire acqua potabile per la popolazione ed acqua utilizzabile per l’irrigazione dei terreni coltivabili. Possiamo utilizzare queste nuove zone strappate all’arido deserto per produrre principalmente grano e tutte quelle coltivazioni che resistono a quelle temperature.
Tutte queste opere richiedono un forte sforzo finanziario ed anche un buon numero di braccia.
Gli Stati africani non hanno il denaro per realizzare tutto ciò ed allora possiamo farlo noi guadagnando appalti per le nostre imprese e lavoro per i nostri dirigenti ed ingegneri (che oltre a dirigere i lavori posso realizzare corsi di formazione).

Per la realizzazione di queste nuove opere e per dare energia alle nuove cittadine occorre quindi un lavoro sul profilo energetico del Nord Africa. Attualmente è tutto concentrato sul petrolio ma sappiamo bene che il petrolio non è infinito e l’aria che respiriamo è sempre peggio.
Con i nostri finanziamenti, le nostre imprese ed i nostri tecnici possiamo realizzare mega aree coperte da pannelli solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Sulla base del pensiero di Carlo Rubbia possiamo quindi sfruttare lo spazio del deserto del Sahara per dare energia pulita alle nuove opere, ai paesi esistenti (che con un tale progetto si svilupperebbero facilmente) e quello che avanza a noi. Dico “quello che avanza” per modo di dire perchè con un accurato calcolo del fabbisogno possiamo realizzare impianti di energia elettrica sufficienti per tutti.

Con tale progetto oltre a dare speranze e possibilità agli africani possiamo trarne profitto dall’impiego dalle nostre imprese e dalla produzione di energia pulita.
Ricordiamoci che il protocollo di Kyoto deve essere rispettato e siamo indietro sulla tabella di marcia.
La stessa mia linea di pensiero può essere applicata a tutti glia altri stati Africani ed anche al Medio Oriente dove la popolazione non è messa poi tanto bene.

Cosa ne dite?
Fantascienza?

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