Un Nuovo Parlamento
Attualmente il nostro Parlamento è composto dalla Camera dei Deputati (630 deputati) e dal Senato (315 senatori + senatori a vita).
La mia proposta prevede una unica assemblea – Parlamento – di 285 Parlamentari.
I Deputati ed i Senatori saranno chiamati tali fino all’elezione. La discriminante sarà l’età: i Parlamentari ex deputati dovranno avere dai 25 ai 65 anni di età, mentre i Parlamentari ex senatori dovranno avere almeno 40 anni.
Qui di seguito i Parlamentari ex Deputati saranno semplicemente nominati “deputati” ed i Parlamentari ex Senatori saranno semplicemente nominati “senatori”. Generalizzando li possiamo chiamare “Parlamentari”.
Riporto il testo dal sito Camera.it con le correzioni che secondo me andrebbero fatte per l’elezione di tutti i Parlamentari.
La legge 21 dicembre 2005, n. 270 ha introdotto un sistema per l’elezione della Camera dei deputati di tipo interamente proporzionale, con l’eventuale attribuzione di un premio di maggioranza in ambito nazionale, che sostituisce quello misto precedentemente in vigore.
617 deputati sono eletti nel territorio nazionale in proporzione ai voti ottenuti dalle liste concorrenti presentate nelle 26 circoscrizioni; un deputato viene eletto con metodo maggioritario nel collegio uninominale della Valle d’Aosta; i restanti 12 deputati sono eletti nella circoscrizione Estero secondo le modalità stabilite dalla legge n. 459 del 2001 e dal relativo regolamento di attuazione (D.P.R. n. 104 del 2003).
I Parlamentari ex deputati non saranno più 630 ma 160 (centosessanta) e saranno eletti con sistema maggioritario e divisi per Regione: le Regioni a Statuto Ordinario eleggeranno 10 candidati mentre le Regioni a Statuto Speciale (Valle d’Aosta, Trentino – alto Adige, Friuli – Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia ) ne eleggeranno solamente 2.
I Parlamentari ex senatori non saranno più 315 ma 125 (centoventicinque) e saranno eletti con sistema maggioritario e divisi per Regione: le Regioni a Statuto Ordinario eleggeranno 8 candidati mentre le Regioni a Statuto Speciale (Valle d’Aosta, Trentino – alto Adige, Friuli – Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia ) ne eleggeranno solamente 1.
In quanto Regioni autonome e privilegiate, queste Regioni a Statuto Speciale dovrebbero avere un pò meno spazio nell’ambito nazionale.
I candidati potranno essere eletti solamente nella propria Regione di Appartenenza – Regione di nascita – o nella Regione in cui il candidato ha il suo ultimo domicilio. Con questa limitazione evitiamo i candidati che vengono spostati come pedine e diamo più spazio e responsabilità alla classe dirigente del posto.
Per quanto concerne le candidature, la nuova disciplina prevede che i partiti politici che intendono presentare liste di candidati possono collegarsi tra loro in coalizioni; i partiti che si candidano a governare depositano inoltre il loro programma e indicano il nome del loro leader.
Quanto alle modalità di votazione, l’elettore esprime un solo voto per la lista prescelta; non è previsto alcun voto di preferenza.
Non si può più votare il partito politico ma bisognerà votare la persona: in questo modo i partiti dovranno scegliere persone valide perchè i posti a disposizione dei Deputati e dei Senatori sono “pochi”.
I seggi sono ripartiti proporzionalmente in ambito nazionale tra le coalizioni di liste e le liste che abbiano superato le soglie di sbarramento previste dalla legge. Sono ammesse alle ripartizione dei seggi soltanto le coalizioni che abbiano raggiunto almeno il 10% del totale dei voti validi e, al loro interno, le liste che abbiano ottenuto il 2% dei voti, le liste rappresentative di minoranze linguistiche con almeno il 20% dei voti della circoscrizione e la lista che abbia conquistato più voti tra quelle che non hanno conseguito il 2% dei voti. Partecipano inoltre alla ripartizione dei seggi le liste che non fanno parte di alcuna coalizione, a condizione che abbiano avuto almeno il 4% dei voti a livello nazionale.
Alla coalizione di liste (o alla lista non coalizzata) più votata, qualora non abbia già conseguito almeno 340 seggi, è attribuito un premio di maggioranza tale da farle raggiungere il numero di seggi in questione.
Non occorre più parlare di soglia di sbarramento perchè votando direttamente i candidati, vengono eletti solo quelli che prendono più voti (e non penso che in nessuna Regione il candidato più votato prendi meno del 2% percento dei voti).
I candidati alla Presidenza del Consiglio saranno eletti con sistema maggioritario su tutto il territorio nazionale quindi non saranno limitati alla sola Regione di appartenenza.
Trattamento economico dei Deputati e dei Senatori eletti
La prima voce è l’indennità, quella che nel linguaggio comune è definita “stipendio”, seguono la diaria e i rimborsi: per le “spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori”, per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all’estero, per le spese telefoniche.Completano la scheda le voci sull’assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.
Indennità parlamentare
L’indennità, prevista dalla Costituzione all’art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall’art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006).
L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L’importo mensile – che, a seguito della delibera dell’Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% – è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).
Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965.
La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell’Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico.
È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata.
Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori
A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.
Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.
L’importo mensile dovrà essere di 15.000 (quindicimila) euro netti al mese, già comprensivi di diaria e rimborso spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori (?)
Spese di trasporto e spese di viaggio
I deputati e senatori usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
I deputati hanno diritto all’esenzione totale delle spese sopra indicate quando devono spostarsi per ragioni connesse all’attività parlamentare, altrimenti possono godere di uno sconto del 60%. Le tessere non nominali e non possono essere “prestate” a nessuno, compresi i parenti più stretti.
Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.
I deputati, qualora si rechino all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.
Soppressione dei rimborsi per i viaggi di studio all’estero
Con deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007 il rimborso delle spese sostenute dai deputati per viaggi all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare è stato soppresso a decorrere dal 1° gennaio 2008.
Spese telefoniche
I deputati e senatori dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro 1.500 euro (millecinquecento) per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati ed ai senatori telefoni cellulari.
Assistenza sanitaria
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.
I deputati ed i senatori dovranno sottoporsi obbligatoriamente a visite mediche mensili e check-up annuali. Prima delle elezioni e nei check-up successivi, i deputati ed i senatori dovranno sottoporsi ai test antidroga: in caso di positività saranno esclusi dal Parlamento senza la retribuzione della mensilità del mese in corso e senza alcun indennizzo. In caso di positività di un parlamentare, quest’ultimo sarà sostituito dal deputato o senatore primo escluso nelle elezioni.
Assegno di fine mandato
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l’assegno di fine mandato, che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
Al deputato e senatore viene versato a fine mandato un assegno di liquidità dell’ammontare di 20.000 euro (ventimila) netti.
Assegno vitalizio
Il deputato ed il senatore versa mensilmente una quota - l’8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - 1.500 euro (millecinquecento) della propria indennità lorda netta, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall’Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997.
In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato ed il senatore riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.
L’importo dell’assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell’80 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.
L’importo dell’assegno di vitalizio (lordo) ammonterà:
- a 2.000 euro (duemila) per i parlamentari che sono stati eletti per un solo mandato;
- a 2.500 euro (duemilacinquecento) per i parlamentari che sono stati eletti per due mandati;
- a 3.000 euro (tremila) per i parlamentari che sono stati eletti per tre mandati.
Se un parlamentare non conclude interamente il proprio mandato, il vitalizio dovrà essere proporzionale ai giorni di mandato. (Esempio: se un deputato o senatore al suo primo mandato dà le dimissioni dopo 2 anni e 6 mesi – metà mandato- il suo vitalizio sarà di 1.000 euro lordi al mese).
Il Regolamento prevede infine la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.
Modifiche alla disciplina dell’assegno vitalizio
(Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007)
1) Per i deputati eletti per la prima volta a decorrere dalla XVI legislatura l’importo dell’assegno vitalizio varierà da un minimo del 20 per cento ad un massimo del 60 per cento.
2) A decorrere dalla XVI legislatura è stata soppressa la facoltà per il deputato di riscattare, mediante contribuzione volontaria, gli anni di mandato non esercitati in caso di legislature incomplete. A seguito di tale soppressione i periodi di versamento dei contributi coincidono necessariamente con gli anni effettivi di mandato.
3) La sospensione del pagamento dell’assegno vitalizio è stata estesa al caso in cui il titolare del vitalizio assuma successivamente al 1° gennaio 2008 cariche pubbliche che prevedano una indennità il cui importo sia pari o superiore al 40 per cento dell’indennità parlamentare; alla sospensione non si procede qualora l’interessato opti per l’assegno vitalizio in luogo dell’indennità.
Valutazione: Con questa profonda modifica si vuole avere un Organo Costituzionale forte e rapido, composto di persone del luogo elette con la fiducia dei cittadini e non con persone che nella vita fanno “politica” per sé stessi.
Cosa ne dite?
3 Responses to “Un Nuovo Parlamento”
Pingback from Proposte di rinnovamento | Metallo tra i denti
Time 4 giugno 2010 at 22:13
[...] per la gestione e la manutenzione del territorio (simile alle attuali Comunità Montane). – Nuovo Parlamento. Riduzione del numero dei Parlamentari e fusione della Camera e del Senato in un unica assemblea. – [...]
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Time 4 marzo 2011 at 13:59
[...] la gestione e la manutenzione del territorio (simile alle attuali Comunità Montane).- Nuovo Parlamento. Riduzione del numero dei Parlamentari e fusione della Camera e del Senato in un unica assemblea.- [...]
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"Diario del Pendolare" a cura di Sergio Fortini
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Time 29 maggio 2010 at 10:59
[...] quindi la mia idea di Nuovo Parlamento. Magari a qualcuno può interessare. Pubbl in Politica €conomia Tags del post: Le mie [...]