La cura Brunetta ha fallito
A due anni dalla legge boom
di assenze per malattia
nel settore pubblico
E che dire di quelle istituzioni che un anno fa erano state pubblicamente lodate da Brunetta? Erano finite addirittura sul sito del ministero della Pubblica amministrazione come esempi da imitare: San Luigi di Orbassano, meno 58 per cento; Comune di Avigliana, meno 62 per cento; Comune di Chivasso, meno 65 per cento. Un anno dopo il mondo sembra essersi rovesciato: più 75 per cento a Orbassano, più 29 ad Avigliana e più 90 a Chivasso. Come è stato possibile? Enrica Valfrè, segretaria del settore Funzione pubblica della Cgil torinese, una risposta ce l’ha: «C’è stato un momento in cui si andava a lavorare anche quando si stava male. La crisi era pesante, molti non si potevano permettere di perdere 40-50 euro al giorno, la cifra che viene sottratta dalla busta paga di chi sta a casa. La paura serpeggiava: per otto ore filate era possibile ricevere la visita fiscale a casa. Li chiamavano “arresti domiciliari”».
Tutto svanito, e non perché la legge nel frattempo è stata ritirata o depotenziata. Semplicemente è stata applicata all’italiana. «Servono visite mediche mirate», insiste Vaciago, «altrimenti non si punisce chi fa il furbo». Forse è andata così. A distanza di due anni, della legge anti-assenteisti è rimasto davvero poco.
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"Diario del Pendolare" a cura di Sergio Fortini
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Movimento 5 stelle Piemonte
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Forum
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Pingback from La cultura del fannullone | Metallo tra i denti
Time 24 maggio 2010 at 20:47
[...] Quando Brunetta e soci fanno le loro proposte su come combattere i fannulloni mi viene proprio da ridere perchè non sanno quello che dicono. Si sono inventati mille modi per arginare la piaga dei fannulloni ma dopo due anni dalla legge è tu…. [...]