L’Amore secondo Emanuele Filiberto

Scritto da Metalluss - in data: giovedì, febbraio 18, 2010 - Save & Share - Lascia un commento

Novembre 2007:

La Famiglia Savoia ha da poco ottenuto il “permesso” di poter rimettere piede sul suolo italiano, dopo decenni di esilio. E come molti si aspettavano, ora richiedono ciò che è loro allo stato italiano. In una lettera aperta è stato Emanuele Filiberto di Savoia a spiegare per quale motivo la sua famiglia ha intenzione di richiedere un risarcimento a molti zeri allo Stato Italiano.
“Non voglio fare moralismi ma credo che non ci sia fatto più grave in un paese democratico di privare il cittadino dei suoi diritti civili e della libertà. Questo è accaduto alla mia famiglia e questo, purtroppo, spesso accade ingiustamente a molti italiani. La sofferenza patita per una vita intera ha un prezzo? Non per me, ma chi ha sbagliato è giusto che paghi”.

Con queste parole è cominciata la lettera con la quale la Famiglia Savoia ha voluto spiegare il perchè della richiesta di risarcimento. Per loro si tratta di una “scelta quanto mai difficile: fare causa al mio Paese”. La richiesta, d’altra parte, è molto onerosa: “circa 260 milioni di euro per i danni patiti a causa dell’esilio”.

“In un mondo in cui i diritti dell’Uomo sono garantiti da un’apposita normativa internazionale, l’Italia ha emanato una Costituzione contraria a queste leggi che ha modificato, sospendendo parzialmente gli effetti dei commi in contrasto, solo cinquantasei anni dopo la sua entrata in vigore”. Spetterà ora alla Giustizia stabilire chi ha ragione.


Italia Amore Mio (E. Filiberto, E. Ghinazzi)
Io credo sempre nel futuro, nella giustiza e nel lavoro,
nell’equilibrio che ci unisce, intorno alla nostra famiglia,
Io credo nelle tradizioni, di un popolo che non si arrende
e soffro le preoccupazioni, di chi possiede poco o niente.
Io credo nella mia cultura e nella mia religione,
per questo io non ho paura, di esprimere la mia opinione.
Io sento battere più forte il cuore di un’Italia sola,
che oggi più serenamente si specchia in tutta la sua storia.

Si stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia Amore mio.
Io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.

Ricordo quand’ero bambino, viaggiavo con la fantasia,
chiudevo gli occhi e immaginavo, di stringerla tra le mie braccia
Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente
ma chi si può paragonare a chi ha sofferto veramente.

Si stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia Amore mio.
Io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.

Io credo ancora nel rispetto, nell’onestà di un’ideale.
Nel sogno chiuso nel cassetto, e in un paese più normale.

Si stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia Amore mio.

OSSIGNUR! Praticamente il manifesto ‘politico’ di Emanuele Filiberto, che potrebbe a buona ragione diventare l’inno di un suo partito. Praticamente la storia, condita da un ‘pizzico’ di retorica patriottistica, del principe Savoia, cresciuto in esilio e riammesso in patria sono qualche anno fa.

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