Le clementine di Rosarno

Scritto da Metalluss - in data: sabato, gennaio 9, 2010 - Save & Share - Lascia un commento

E allora non c’è da meravigliarsi se a 25 euro al giorno – quando si lavora, perché se stai a casa fa zero euro – i raccoglitori di clementine restano confinati nelle fabbriche abbandonate della zona. E non c’è da meravigliarsi neppure se a Rosarno sono una presenza costante le équipes di Medici senza frontiere. All’ex Opera Sila, alla Rognetta e in altre ex fabbriche abitate dai braccianti il popolo della frutta dorme sui cartoni, non ha elettricità né acqua potabile. L’igiene va di pari passo, le malattie di conseguenza. Gli stranieri lo considerano un luogo di passaggio, un modo per mettere insieme il denaro necessario per trasferirsi nel Nord, d’Italia o d’Europa. Non si sognano di chiedersi perché su 2,56 euro il loro capo incassi solo 37 centesimi e loro le briciole. Ma se spariscono anche le briciole, allora è guerra.

Per i produttori del posto, tra l’altro, è manna che piove dal cielo. Per quanto possa sembrare paradossale, il contratto di settore per la provincia di Reggio Calabria prevederebbe, per la stessa giornata, una paga di 32 euro, sette in più. Ma considerando i contributi si arriva a quaranta: e così i fantasmi restano nel girone dei fantasmi per una questione di quindici euro al giorno.

Continua…..

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