Sandro Bondi Dra.Qui.La

Scritto da Metalluss - in data: sabato, maggio 15, 2010 - Save & Share - Lascia un commento

Quando il ministro italiano Sandro Bondi diserta Cannes

Articolo di , pubblicato martedì 11 maggio 2010 in Francia.

[Le Monde]

Il ministro italiano dei beni culturali, Sandro Bondi, scrive poesie. Spesso compone versi sulle colleghe del governo. Talvolta li pubblica, il che è peggio. E tra le altre cose ama il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di un amore che sconfina nella devozione. Per lui, ha gettato alle ortiche gli ideali comunisti della sua gioventù. E sa mostrare i denti quando qualcuno attenta all’immagine del suo idolo.

Sabina Guzzanti, donna di spettacolo e regista (Viva Zapatero, 2005) ha appena girato la pellicola Draquila, l’Italia che trema, dedicato alla gestione del sisma dell’aprile 2009 (308 morti, 80 mila senza tetto), di cui Berlusconi ha fatto il paradigma della sua efficienza. Il film fuori concorso, sarà proiettato al Festival di Cannes il 13 maggio. Nel film la Guzzanti imita i tic del linguaggio e la gestualità di Berlusconi per meglio mettere a nudo la forza della sua comunicazione.

Giovedì 6 maggio, durante una trasmissione televisiva, Sandro Bondi ha visto dieci minuti di scene scartate dal montaggio finale. Il “Cavaliere” interpretato da Sabina Guzzanti, parla in soliloquio tra le strade deserte della capitale dell’ Abruzzo, ricoperte di macerie. Bondi non ha gradito: “Un film di propaganda che offende la verità ed il popolo italiano nella sua totalità”. E Bondi ha messo il broncio: non andrà al festival di Cannes.

Draquila è un documentario impegnato, una denuncia del dominio degli uomini vicini al potere nei lavori di ricostruzione e realizzazione di alloggi. “Questo film è una riflessione sulla deriva autoritaria del nostro paese”, spiega la regista.

Un tale episodio mette in luce il disprezzo del governo italiano per ogni critica, assimilata ad una “denigrazione dell’Italia”. Questa linea di difesa ha lontani precedenti. Vittorio Mussolini, il secondo figlio del Duce, produttore e regista, durante il regime fascista, uscì furioso dalla proiezione di Ossessione, di Luchino Visconti (1942): “Questa non è l’Italia!”, esclamò. Nel 1948, il futuro presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, volle vietare Ladri di biciclette, di Vittorio De Sica, così come altre opere neorealiste n quanto esse davano un’immagine “deprimente” del paese. Almeno loro i film li vedevano.

[Articolo originale "Quand le ministre italien Sandro Bondi boude Cannes" di Philippe Ridet]

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